Weekend a Valencia: 4 cose da vedere e 4 da fare

Vicina e low cost, la terza città della Spagna è una perla tutta da scoprire, anche in pochi giorni. Dal centro storico alla città di Calatrava

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COSA VEDERE A VALENCIA - FOTOGALLERY

Valencia è la città ideale per trascorrere anche solo un weekend. Certo, con qualche giorno in più di attrazioni da vedere e di cose da fare ce ne sono tante, ma se cercate qualche spunto, ecco quattro cose imperdibili da vedere e altre quattro che vi consigliamo di fare.

Da vedere:
1.
Centro storico. Partendo da Plaza de la Reina, su cui si affaccia la cattedrale, con il campanile su cui salire per ammirare il panorama della città fino al mare. All’interno si narra sia conservato il Santo Graal. Vale la pena passeggiare per i vicoli e le piazzette del centro per ammirare gli edifici antichi, in stile liberty, art déco e moderni come solo a Valencia sanno convivere alla perfezione. Non perdetevi la Lonja, ex luogo di commercio che sembra un castello, il mercato all’interno di un edificio liberty, il museo della ceramica e le antiche porte della città. E’ un quartiere in continuo fermento, soprattutto la sera per via del numero impressionante di locali.
2. Città delle arti e delle scienze. E’ un complesso di edifici moderni ricavato in quello che era il letto del fiume e dove ora sorge un parco, Jardines del Turia, lungo 11 km. Porta la firma inconfondibile di Santiago Calatrava che ha ideato un teatro, un museo delle scienze e uno splendido parco marino, l’Oceanografic, oltre ad altre strutture dal design insolito.
3. Bioparc. A nord dei Jardines si trova il Bioparc, un’area di circa 100mila metri quadrati in cui animali provenienti da diversi Paesi e habitat convivono alla perfezione e in cui le barriere che li dividono sono naturali e praticamente invisibili. Elefanti, gorilla, leoni, ippopotami, bufali, leopardi, lemuri e molte specie protette.
4. Spiagge e Marina Real. Per via del clima di Valencia, questa zona è molto frequentata, specialmente nel weekend. La spiaggia è enorme come quella di Miami. Sul lungo Paseo Maritimo si incontrano persone che passeggiano, corrono o semplicemente si siedono a leggere un libro ed è costeggiato da un’infinità di locali e ristoranti, tra cui alcuni storici come La Pepica, frequentato dai Reali di Spagna e, durante il suo soggiorno, da Hemingway. Questa è anche la zona del porto, completamente rinnovata per ospitare l’America’s Cup nel 2007 ed è sempre qui che ogni anno si tiene il Gran Premio d’Europa di Formula 1 (quest’anno si terrà il 24 giugno).

Da fare:
1.
Per muovervi al meglio in città procuratevi fin da subito, anche all’ufficio turistico dell’aeroporto, la Valencia Tourist Card. Potrete prendere tutti i mezzi pubblici della città e usufruire di sconti sugli ingressi alle attrazioni per 24, 48 o 72 ore. C’è anche la versione famiglia. La maggior parte dei luoghi d’interesse turistico si trovano lungo la linea 5 della metropolitana che collega lo scalo aereo al mare.
2. Noleggiare per un’ora una Motocalessa, un Ape Car per tre persone che vi farà fare il giro della città descrivendovi brevemente la storia di Valencia e degli edifici più importanti.
3. Provate le specialità gastronomiche. Inutile dire che a Valencia bisogna assolutamente provare la paella. La vera paella valenciana, peraltro, è a base di carne e non di pesce come si potrebbe pensare. Comunque i ristoranti le propongono di ogni tipo, tutte buonissime. Procuratevi i ticket del Menu Valencia, con 15 euro avrete un pasto completo. A qualsiasi ora, poi, bevete la specialità della città: la Horchata, una bibita fresca e analcolica che si gusta con un biscotto chiamato Faltòn.
4. Feste tradizionali. Quando meno ve lo aspettate, a Valencia c’è una festa. A parte le più famose Fallas, la Semana Santa ecc che attirano migliaia di turisti ogni anno, si svolgono spesso eventi legati alla religione o a leggende metropolitane. E se capitate in città senza che ce ne sia una, non perdetevi uno spettacolo di Flamenco. Molti locali o ristoranti offrono uno spettacolo di danza, come La Lola, che prende il nome da una famosa cantante e ballerina di flamenco andalusa.

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